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mercoledì, 26 aprile 2006

CHERNOBIL UCCIDE ANCORA.. MA C'E' CHI IL NUCLEARE LO INTRODURREBBE ANCHE IN ITALIA
Le recenti dichiarazioni di uno dei fondatori di Greenpeace, Patrick Moore,  favorevoli al nucleare, stanno ridando fuoco alle miccie dei nuclearisti convinti.  La prima domanda che si dovrebbe rivolgere a questi ultimi è la seguente:

 "Dove stocchiamo le ingenti scorie di scarto che restano radioattive per millenni?".

Vi sentirete rispondere, fra lo stridore delle unghie sui vetri, le cose più creative e allucinanti:

"Basta creare altri due magazzini di buona capacità ed il gioco è fatto." e/o che   "Naturalmente è una processo che avrà bisogno di anni, ma quantomeno se ne inizia a parlare. "   "Le nuove tecnologie sono passate da un rapporto energia prodotta/scorie di 5/95 ad un 70/30 e sono in fase di elaborazione reattori che porteranno tale rapporto a 99/1" .  Oppure verrete sommersi dai numeri. Dai costi  economici: "Il costo di un MegaWatt nucleare è  pari a 25€ , 1 di gas 55€,  1 di Eolica 60€ ecc ecc non citandone neppure le fonti.."

Non è vero che il costo aziendale dell'elettricità ottenuta con il nucleare sia inferiore a quello dell'elettricità ottenuta da altre fonti. Bisogna infatti includere anche i costi di smantellamento delle centrali nucleari alla fine della loro vita utile e i costi di stoccaggio, nel lungo periodo, del combustibile nucleare e delle scorie radioattive. Il nucleare è la fonte energetica più costosa.
Il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti (DOE) dichiara che 1 kWh di energia elettrica costa 6,13 cent/$, da gas 4,96 cent/$, da carbone 5,34 cent/$, da fonte eolica 5,05 cent/$. Risultati analoghi sono stati presentati da studi della Chicago University e del Massachusetts Institute of Technology. Queste valutazioni economiche sono sottostimate perché non comprensive dei costi del decommissionamento degli impianti e del trattamento delle scorie di lungo periodo. L’industria nucleare degli Stati Uniti è un esempio che rende consapevoli di cosa può accadere quando le quote di efficenza energetica vengono ignorate in blocco. Sembra che gli Stati Uniti saranno fortunati se l’industria nucleare riuscirà a produrre tanta energia quanta ne ha consumata.  “Soprattutto, l’uranio è relativamente scarso nella crosta terrestre, con una media di circa 4 parti per milione. Quindi, una significativa espansione dell’energia nucleare — anche l’espansione ampiamente intessuta prima degli incidenti di Three Mile Island e (molto più inquietante) di Chernobyl — sopravanzerebbe le disponibilità prontamente accessibili." (rapporto del WORLD ENERGY COUNCIL "ENERGY FOR TOMORROW'S WORLD") .

I "nuclearisti " sosterranno le loro tesi dicendovi che la presenza di Centrali nucleari straniere poste nelle immediate vicinanze del confine italiano giustificherebbe da sola la presenza, a quel punto, di Centrali italiane nel nostro territorio.

Non passerà loro nemmeno per l'anticamera del cervello che il fatto che esistano già nei pressi del ns territorio centrali nucleari di altri Paesi confinanti, non legittima la necessità di dover moltiplicare per N il gia' presente e sufficente livello di rischio di un incidente nucleare che abbiamo. Senza contare che comunque abbiamo già Caorso sul ns territorio. Benchè non funzionante, porta con se' un elevatissimo margine di rischio in quanto, in caso di incidente (ancora possibile) l'intera pianura padana ne sarebbe coinvolta. Ma perchè dobbiamo farci del male elevando a potenza quello che gia' esiste? Non e' davvero possibile pensare ad altro per farcene un po' meno?

Ma questi nostalgici non li smuoverete nemmeno chiedendo loro:

"La vorresti una Centrale Nucleare o un magazzino di stoccaggio di scorie nucleari "ultra-computerizzati e automatizzati" come vicini di casa? "

"Esiste già oggi un problema irrisolto di stoccaggio di scorie nucleari custodite in questo Paese, tristemente noto per le sue (in)capacità organizzative e di pianificazione: vi sono 53 mila metri cubi di rifiuti nucleari, quanto un palazzo di sessanta piani. La verità è che più che chiuse le centrali, in Italia, sono in stato di «custodia protetta passiva», dunque continuano a produrre ogni anno una certa quantità di rifiuti radioattivi. E' noto il Centro Enea di Rotondella, conosciuto anche come «Trisaia», in provincia di Matera dove a quasi trent’anni dall'avvio del programma, si trovano ancora 2,3 metri cubi di rifiuti liquidi mai solidificati nonostante le ripetute richieste degli organi competenti. I rifiuti, oltretutto, sono contenuti in strutture metalliche di acciaio e carbonio che ormai non sono più in grado di garantire la tenuta. Il centro di Trisaia ospita anche 64 elementi di combustibile irraggiato, attualmente sospesi in una piscina di stoccaggio, circa 3 metri cubi di prodotto fissile e fertile (uranio e torio), 14 container di rifiuti biomedicali; dagli anni Sessanta è la sede dell’unico cimitero di rifiuti nucleari esistente in Italia, quattro fosse in cui sono stati accumulati rifiuti solidi radioattivi ad alta attività (pari a circa 100 curie) contenenti cobalto 60, Cesio ed altri radionuclidi. I rifiuti sono stati cementificati e le fosse ricoperte con uno strato di bitume.
Durante l’attività le centrali nucleari hanno prodotto 1916 tonnellate di combustibile esausto, 328 delle quali sono ancora stoccate in Italia presso gli impianti di Caorso e Trino e la vasca del reattore di ricerca Avogadro a Saluggia. Quello di Saluggia è un deposito particolarmente a rischio, si trova sulle sponde della Dora Baltea, a due chilometri dalla confluenza con il Po, sopra le più importanti falde acquifere del Piemonte: nessuno può immaginare che cosa può accadere in caso di alluvione. Ci sono poi la centrale del Garigliano in provincia di Caserta dove è in funzione un impianto per il recupero e la solidificazione di liquidi e fanghi prodotti in passato e stoccati, e quello di Casaccia nel Lazio dove opera un impianto per l'estrazione di particelle alfa dei rifiuti del plutonio in modo da diminuirne la radioattività. Coperte da segreto militare sono tutte le informazioni sulla centrale nucleare della base di Pisa, ma è presumibile che rifiuti siano conservati anche lì.
Ai depositi delle centrali vanno aggiunti i depositi pubblici e privati delle scorie create dagli ospedali, non sempre del tutto in linea con le norme di sicurezza stabilite dalla legge. Secondo i dati raccolti dal Servizio di prevenzione sanitaria della Regione Lombardia, ad esempio, in un solo anno (tra il giugno 1997 e il giugno 1998) le aziende sanitarie lombarde hanno rilevato più di 100 carichi di rottami metallici radiocontaminati, quasi tutti in provincia di Brescia, evidentemente sfuggiti ai controlli doganali. Nel 55% dei casi l'oggetto radioattivo era costituito da materiale metallico radiocontaminato, nel 17% dei casi da vere sorgenti radioattive e nel 18% dei casi da quadranti di strumenti. In alcune sporadiche occasioni sono stati ritrovati parafulmini radioattivi e rilevatori di fumo. E poi vanno contati resine, fanghi, rifiuti attivi secchi, rifiuti solidi o liquidi in attesa di trattamento.
C’è poi un ulteriore quantità di materiale radioattivo su cui si hanno poche informazioni, quello proveniente dai traffici illeciti. (articolo della Stampa 2003) "

Vi diranno che "le nuove tecnologie consentono una gestione totalmente computerizzata e automatizzata a prova di errore" .  I sistemi computerizzati ed automatizzati non sono affatto a prova d'errore. Vi sono una serie di clamorosi incidenti avvenuti ad aerei completamente automatizzati e computerizzati, solo per fare un esempio. Possono esservi tutti gli impianti automatizzati e computerizzati più sofisticati di questa terra, ma in un Paese come questo, bisogna essere persone di buon senso e realisti. Perchè, oltre al fatto che anche questi sistemi/tecnologie non sono comunque al 100% a prova di errore, bisogna tenere conto e guardare alle nostre (in)capacita' a riguardo degli altri aspetti irrisolti e ineludibili del problema nucleare, quale quello delle scorie.
Un'altra domanda che è utile rivolgere a questi signori è la seguente:

"Se le centrali nucleari sono così sicure per quale motivo non esistono Compagnie Assicurative disposte a stipulare una RC (Responsabilità Civile) per assicurarle?

Dai dati presentati al 19° Congresso Mondiale dell'Energia, nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% al'8.5%. Aumenterà la produzione di energia ottenuta con il gas e le fonti rinnovabili, mentre diminuirà quella ottenuta da petrolio, carbone ed idroelettrica.

In Italia, ciònonostante, aumentano le pressioni del mondo politico ed economico per un ritorno all'energia nucleare.

Il NZZ am Sonntag di Zurigo, il direttore dell’ufficio federale per l’energia della Svizzera, consiglia al governo di chiudere gradualmente le sue 4 centrali atomiche, che danno il 40% dell’elettricità, e di sostituirle con centrali a gas.

Il governo italiano, sempre in leggera controtendenza, sembra invece deciso a puntare sul nucleare e sul carbone, promettendo così “un nuovo miracolo economico” in Italia.

L'evoluzione della specie umana deve passare attraverso uno Sviluppo sostenibile, possibile. Che non deve scendere ad un livello cosi' basso e pericoloso di compromesso mettendo disinvoltamente a repentaglio la salute dell'uomo e dell'intero pianeta.  Le energie alternative ci sono. Battiamoci perche' sia diffusa un'adeguata informazione su di esse. 

In ogni caso, non attendetevi risposte o commenti puntuali e concreti a tali domande dai "nostalgici di Chernobyl".

Postato da: fraval a 16:50 | link | commenti (2)
politica, energia, nucleare, chernobil

giovedì, 20 aprile 2006

DIS-ASSUEFIAMOCI, DIS-IPNOTIZZIAMOCI: FIRMIAMO L'APPELLO DI PANCHO PARDI SUL SITO: http://www.liberacittadinanza.it/ 

PRIMO COMPITO: CANCELLARE L'ANOMALIA ITALIANA

In cinque anni di lotte abbiamo spesso immaginato le soluzioni per i problemi più pressanti da affrontare dopo le elezioni. Può cambiare l’ordine gerarchico, ma il lavoro e l’economia, lo stato sociale, la scuola, la ricerca, i beni comuni, l’ambiente e l’energia, i monopoli privati, i tempi della giustizia, l’Europa, la guerra preventiva sono temi di cui dovremo occuparci a fondo.
Ma nessuno di questi impegni otterrà risultati duraturi se non si porrà al primo posto la ricostruzione della salute istituzionale del paese. Bisogna riaffermare la supremazia degli interessi pubblici sui vantaggi privati. Bisogna cancellare l’anomalia italiana che ha inquinato la politica, le istituzioni e la società.

Due primi passi vanno fatti subito per scongiurare i due pericoli più insidiosi.
Il primo è stabilire l’ineleggibilità dei proprietari di mezzi di comunicazione. E se l’ineleggibilità fosse considerata troppo “punitiva”, deve essere fissata l’
incompatibilità con qualsiasi ruolo di governo: è inammissibile che giunga al vertice del potere politico chi ha il possesso privato dei mezzi principali per costruire il consenso elettorale.
Perciò va abrogata la legge Frattini. Ma anche i progetti accennati dall’Unione, come il ricorso al blind trust o a una nuova autority, sono del tutto insufficienti.
Se l’Unione insisterà su provvedimenti così poco incisivi sarà necessario proporre una legge di iniziativa popolare. Il suo principio guida, da applicare in tutte le relazioni tra politica, amministrazione e affari, sarà la netta separazione tra l’interesse pubblico e l’utilità privata.

Il secondo passo è l’abrogazione immediata della nuova legge elettorale, per evitare che si possa tornare in ogni caso al voto con questa. Se non si vuole restaurare il sistema precedente si potrà orientare la scelta verso i modelli bipolari europei. La selezione delle candidature di collegio sarà comunque effettuata con lo strumento delle primarie.

Fronteggiata l’emergenza molto resta da fare. Vanno abrogate tutte le leggi ad personam adottate a favore del presidente del consiglio e dei suoi sodali:
le leggi sul falso in bilancio, il legittimo sospetto, l’impunità per le massime cariche dello stato, l’allungamento dei tempi di prescrizione, l’abolizione della tassa di successione per i grandi patrimoni.
Vanno anche
abrogate le leggi sull’ordinamento giudiziario (che incrina l’indipendenza della magistratura), sulla legittima difesa armata e sulla disparità tra accusa e difesa nella richiesta dell’appello.

Vanno cambiate le leggi che contrastano con i principi costituzionali (in massima parte col principio di uguaglianza): la Bossi-Fini va sostituita con una legge sui nuovi diritti di cittadinanza;
la Moratti con una legge che assicuri a tutti il diritto alla conoscenza e dia le necessarie risorse all’insegnamento e alla ricerca scientifica; la legge 30 con una legge che dia un sostegno sociale ai lavori flessibili.

Si deve abrogare la legge Gasparri e cancellare il duopolio televisivo. La nuova legge dovrà attribuire a una larga pluralità di operatori privati il controllo di una sola rete televisiva a testa, dovrà affidare le reti pubbliche a un’autorità indipendente, per sottrarle al controllo e alla lottizzazione da parte della politica e indirizzarle alla produzione di trasmissioni di buona qualità. Dovrà potenziare le esperienze televisive di tipo sociale-comunitario. Dovrà stabilire un
limite più severo alla pubblicità televisiva per orientare maggiori risorse verso la carta stampata.
La rinuncia ai provvedimenti fin qui elencati produrrebbe l’incorporazione definitiva dell’anomalia nel nostro tessuto istituzionale.

Si
deve applicare l’articolo 11 della Costituzione e richiamare subito i soldati dall’Iraq.
Dopo la vittoria non possiamo sedereci. Dobbiamo rafforzare la mobilitazione per convincere gli italiani a votare No alla pessima riforma della Costituzione nel prossimo referendum, e per impedire altre modifiche in direzione di nuove ipotesi di premierato forte.

Pancho Pardi

Postato da: fraval a 22:21 | link | commenti (1)
politica, elezioni, berlusconi

martedì, 18 aprile 2006

Sento il dovere di pubblicare anch'io questa lettera di Norberto Lenzi, giudice di Bologna, in un momento molto critico per la democrazia nel nostro Paese (dal sito di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/ )
Telecolpodistato


“Può sembrare ingenuo e perdente fare del moralismo quando ci si confronta nel campo della politica, che è il regno del pragmatismo. Ma voglio lanciare ugualmente una sfida ai pragmatici chiedendo di verificare che cosa hanno ottenuto rispetto a quello che si sarebbe potuto ottenere con il semplice, rigoroso rispetto delle regole, che è soltanto uno dei tanti aspetti dell’etica.
Un Presidente del Consiglio amante dei paradossi ha chiesto una verifica della legalità delle elezioni. Una cosa che tutti hanno diritto di fare, tranne lui.
Perché sappiamo tutti che Berlusconi non può essere eletto. Lo dice una legge dello Stato (n. 361 del 1957) che prevede la ineleggibilità in Parlamento dei titolari di concessioni pubbliche di rilevante interesse economico. Sappiamo anche che quasi nessuno ha mosso un dito per impedirlo, anzi non se ne parla proprio più.
Eppure fino a qualche tempo fa l’argomento ogni tanto veniva ancora trattato: D’Alema, il 15.9.2000 alla Festa dell’Unità di Bologna aveva dichiarato che “Berlusconi, concessionario dello Stato, era ed è ineleggibile per incompatibilità; la decisione della Giunta per le elezioni è stata una finzione”.
Governava ancora il centrosinistra e il cuore dei legalitari si era aperto alla speranza. Ma quando, qualche mese più tardi, gli è stato chiesto perché non si era risolta la questione, ha incredibilmente risposto “abbiamo rispettato il voto di tanti milioni di italiani”.
Ho detto una volta che quando la Giunta per le elezioni ha interpretato quella legge sostenendo che concessionario delle TV era Confalonieri e non Berlusconi, in un attimo la Patria del diritto si è trasformata nell’Ospizio della idiozia. Quando D’Alema dice che Berlusconi è legittimato dal voto degli italiani deve essere reso consapevole che sta assicurando il profitto della vincita ad un baro.
Se un centometrista- come dice Moretti- parte 20 metri avanti agli altri viene squalificato anche se vince e lo stesso avviene se un atleta viene trovato positivo all’antidoping.
Soltanto nel nostro Paese è stato consentito al titolare del conflitto di interessi di dire di avere fatto lui una legge per risolverlo. Perfino in Thailandia, dove aveva vinto il clone di Berlusconi, la gente è andata in piazza e lo ha costretto a dimettersi.

Ci sono leggi in tutto il mondo che stabiliscono un limite al possesso delle televisioni, ma (dice Giuliano Ferrara) non sempre esistono leggi che stabiliscono che chi possiede una TV non può assumere cariche politiche. Non ci sono perché non servono, perché bastano il buon senso e le regole della democrazia.
E noi dobbiamo ascoltare costui, che possiede tre Tv e fa abusivamente politica da 12 anni usandole come un randello sugli oppositori, quando evoca lo spettro di leggi punitive e di inammissibili vendette? E dobbiamo davvero discutere tra noi se potrebbe essere sufficiente togliergliene una, magari sentendoci anche un po’ in colpa?
Ma con quale spudoratezza si può parlare di punizione quando viene semplicemente e finalmente ripristinata la legalità? Su quello che è successo finora avrei una domanda per i pragmatici: vi siete trovati bene in questi anni in Italia? Cosa avete pensato quando i giornalisti liberi sono stati scacciati dalla TV e Mentana ha detto che si sarebbe incatenato se mandavano via Santoro? Avete sentito rumore di catene mentre intervistava il suo datore di lavoro in campagna elettorale?
E quando quel liberale di Berlusconi si arricchiva con le sue rendite monopolistiche sulla pubblicità, mentre il resto del Paese si impoveriva, non vi siete ricordati di quando un altro liberale (Adam Smith) bollava come infamia i privilegi concessi dalla monarchia inglese alla Compagnia delle Indie per condurre affari anche illeciti restando impunita?
Vi è piaciuto il crescendo di insulti ai giudici, in mezzo al crepitare delle leggi ad personam, culminato negli ultimi epiteti di “indegni” ed “infami”?
Se, come spero, non vi è piaciuto, se ritenete che in fin dei conti quella piccola parte dell’etica che è la legalità può in qualche modo rimediare a questo scempio, lasciate perdere le offerte di collaborazione, mozzate le mani tese che vi avrebbero strangolato se avessero vinto.
Cercate di essere sempre più credibili e magari smettete anche voi di candidare nelle liste elettorali persone con condanne definitive: non è accettabile che chi non potrebbe accedere ad un posto di bidello possa rappresentarci in Parlamento.
E da quando la miglior difesa è la difesa?
La scaletta che propongo sul conflitto di interessi è:
1) Berlusconi non può essere eletto in Parlamento in base alla legge vigente.
Se qualcuno sostenesse (ma vorrei sapere con quali argomenti) che questo è esagerato o, diciamo, non pragmatico, sono disposto a passare al punto
2) La nuova, vera, legge sul conflitto di interessi deve stabilire che nessuno può avere più di una Tv, e al punto
3) Chi ha anche una sola quota in una concessione Tv non può essere eletto in Parlamento.
Tenete conto che i punti 2) e 3) facevano parte del programma dell’Ulivo nel 1996. Coerenza vuole che oggi si rimedi alle incoerenze altrui.

P.S. Ho letto questo intervento in una assemblea davanti ad alcuni parlamentari del centrosinistra. Mi sembrava di essere quel topo che propose di attaccare un campanello alla coda del gatto: molti consensi e pochi proseliti. Perché – mi si è detto - il tema della serata era la costituzione del partito democratico...”.

Postato da: fraval a 14:59 | link | commenti (1)
politica, televisioni, media, berlusconi, magistratura

Com'è triste questa commedia all'italiana (da: http://www.italieni.it/page.php?id=6647 )

17 apr 2006 - "L'Italia non merita questa commedia": Le Figaro commenta così l'incapacità di Berlusconi di riconoscere la sconfitta.

"L'esito delle elezioni italiane rischia di compromettere la permanenza del paese nella zona euro oltre il 2015". L'editorialista e condirettore del Financial Times Wolfgang Munchau non ha dubbi sull'europeismo di  Romano Prodi, ma ritiene che i conti pubblici disastrosi e la difficoltà di governare con una coalizione così eterogenea non promettano nulla di buono.

"Prodi non sembra avere la ricetta giusta per far uscire l'Italia dalla crisi. Se il paese continuerà a perdere competitività, potrebbe emergere un movimento populista contrario all'euro. E se tornasse la lira, non è da escludere il crollo della fiducia degli investitori nei titoli di stato italiani e la possibile insolvenza da parte dell'Italia".

Il Times pubblica un'intervista a Prodi, dedicata in gran parte al futuro dell'Unione europea. Il leader del centrosinistra auspica un'accelerazione dell'integrazione dei paesi che costituiscono il nocciolo duro dell'Ue, "anche se significherebbe emarginare l'euroscettica Gran Bretagna".

Secondo il Wall Street Journal, la vittoria dimezzata di Prodi potrebbe favorire l'impero tv di Berlusconi: "Uno dei punti principali del programma di Prodi è la legge sul conflitto d'interessi, che obbligherebbe Berlusconi a scegliere tra Mediaset e la sua carriera politica. Ma con una maggioranza di appena due seggi al senato, sarà molto difficile approvare leggi controverse come quelle sul conflitto d'interessi o sul tetto al mercato pubblicitario".

"L'Italia non merita questa commedia": Le Figaro commenta così l'incapacità di Berlusconi di riconoscere la sconfitta, denunciando brogli e contemporaneamente proponendo una grande coalizione alla tedesca.

"In ogni caso – conclude il quotidiano – bocciando Berlusconi senza affidare un mandato chiaro a Prodi, gli italiani hanno espresso il loro scetticismo sulla classe politica, di destra come di sinistra".

Secondo The Independent, il fatto che Berlusconi non abbia ancora riconosciuto la sconfitta dipende dalla speranza di ottenere in cambio una sorta di immunità giudiziaria durante la prossima legislatura.

Postato da: fraval a 14:37 | link | commenti
politica, elezioni, berlusconi

DOPO IL VOTO: UNA SITUAZIONE DEMORALIZZANTE

Non era difficile prevederlo. Eccolo lì, il nostro portatore nano di democrazia, ad adombrare il dopo-elezioni con le accuse di brogli. L'avevamo previsto in tanti, in tempi non sospetti  (vedi mio post di Venerdì, 7 aprile).

Dalla Newsletter del 14 aprile 2006  (www.lavoce.info) un sito che invito a consultare per informarsi in maniera davvero super-partes e completa:

Una volta di piu', chi ha cambiato le regole elettorali all'ultimo momento ha perso le elezioni.  Prendendo gli stessi voti, con le vecchie regole, avrebbe vinto.  Nonostante questa nuova legge elettorale che promuove l'ingovernabilita' e impedisce ai cittadini di selezionare la classe politica, abbiamo un vincitore. Avra' una maggioranza risicata al Senato e di fronte a se' un compito molto difficile: far ripartire l'economia riducendo ii disavanzo strutturale dei conti pubblici. Lo scenario internazionale potrebbe agevolare il compito, ma sono molte le insidie legate al caro-petrolio. Mentre una Grosse Koalition rischierebbe di paralizzare l'azione riformatrice con veti incrociati. 

Il primo voto degli italiani residenti all'estero e' stato decisivo. Ma e' giusto che chi non paga le tasse sia rappresentato in Parlamento? A proposito di tasse, non si e' parlato d'altro sul finire della campagna elettorale. Ma non e' detto che la maggioranza degli italiani preferisca pagarne di meno, rinunciando ai servizi pubblici finanziati con il loro gettito.

Postato da: fraval a 11:38 | link | commenti (3)
politica, elezioni, berlusconi

martedì, 11 aprile 2006

PRODI HA VINTO? IN QUALE FILM?  

 Ho votato centro-sinistra in quanto sono convinto della necessità urgente che questo Paese ha di eliminare un'offensiva anomalia che anche l'Europa teme e critica. Ma, visti i risultati, mi chiedo: cosa abbiamo vinto? Siamo nel bel mezzo di un fiume di fango in linea al precetto "Tanto peggio, tanto meglio" in cui ci ha trascinato la legge "Porcheria" dell'accoppiata Berlusconi-Calderoli. Non si governa avendo la maggioranza unicamente alla Camera. Lo sa anche il piu' piccolo dei miei figli. Da Prodi mi sarei aspettato molta più cautela. Si è fatto paladino della serietà, contrapposta a chi ha ampiamente dimostrato di offendere l'intelligenza dell'intero Paese con false promesse in extremis, non mi sarei aspettato di vederlo calpestare tale serietà, salendo su un palco e conclamando la vittoria! L'ho trovato tristemente grottesco, lontano dall'atteggiamento sobrio e composto che la Nrealtà dei numeri avrebbe richiesto. Questo Paese ha perso il lume della ragione. Lo ha perso da 5 anni. E dimostra di non averlo ritrovato ancora oggi. Bepper Grillo, anche tu! Non hai corso un po' troppo annunciando sul Blog, fin dai primi Exit Poll, una così effimera vittoria? Ti capisco, l'avremmo voluto in tanti. Ma questo è un Paese che si è tenuto per un ventennio il Fascismo, con le leggi razziali, il culto della razza, ecc. E' il Paese che ha esportato il fenomeno della Mafia. E che vota chi afferma che con la Mafia si deve convivere. E' il Paese in cui il 70% della popolazione si informa unicamente premendo il dito sul telecomando, evitando accuratamente la lettura dei quotidiani e dei libri. E' un Paese in cui l'intero potere mediatico è in mano ad un unica persona che coincide con la seconda più alta carica dello Stato. Che cosa vogliamo da un Paese così assuefatto, ipnotizzato, menefreghista, individualista che del Sociale e del "Bene comune" nulla gli è mai importato e non ne ha mai posseduto la cultura.

Postato da: fraval a 10:07 | link | commenti (1)
politica, elezioni, berlusconi

venerdì, 07 aprile 2006

TASSA SULLE SUCCESSIONI: MA DI COSA STIAMO PARLANDO?

Si è fatto tanto parlare e discutere di questa tassa, ma qual'è la vera entità e, di conseguenza, il suo vero peso nel bilancio del Paese?

Ebbene: Il gettito che questa tassa porta nelle casse dello Stato è stato definito IRRISORIO da esperti ed economisti.

Per ore ed ore, nei vari dibattitti televisivi, abbiamo sentito attaccare Prodi dai rappresentanti della CdL sui limiti, ancora non definiti con dei numeri, dal quale si ripartirà a pagare tale tassa.  Mi aspetto da chi  ha Governato il Paese per ben cinque anni, che conosca l'entità di cio' che si discuta e, pertanto, dedichi il suo tempo a trattare i veri temi di maggior rilevanza. Altrimenti sono legittimato a sospettare che si stia "ciurlando nel manico", che si stia pretestuosamente spargendo fumo per non parlare delle VERE problematiche di cui si deve dar conto al Paese. Spessissimo sono sembrati rappresentanti dell'opposizione piuttosto che la compagine governativa che ha guidato l'Italia. In questi confronti sarebbe stato lecito aspettarsi che, chi ha governato rendesse conto alla nazione della situazione: niente di tutto questo. Al centro di tutti questi dibattiti hanno artatamente spostato l'attenzione sul programma dell'Unione cercando di mettere in evidenza le minime differenze di comunicazione che fra un interlocutore e l'altro ci possono essere state.   

Postato da: fraval a 12:50 | link | commenti (1)
politica, elezioni, berlusconi

ATTENZIONE: BROGLI ELETTORALI!!

Se il portatore nano perderà le elezioni, mi sembra già di udire cio' che urlerà a gola piena.

Griderà "Al Broglio!! Al Broglio!!" . Sarei pronto a scommetterci. E' molto probabile che cio' sia già stato pianificato insieme al suo entourage di esperti. Staremo a vedere. Spero davvero di sbagliarmi. Ma se i chiari di luna sono quelli che stiamo intravedendo in questi ultimi scorci di campagna elettorale, è molto probabile che il "nostro" attaccherà anche su quel fronte.

 

Postato da: fraval a 12:26 | link | commenti (3)
politica, elezioni, berlusconi

SUPERPARTES  E VERITA’ NON SONO ANTITETICHE

 

Essere super-partes vuol dire essere sopra le parti, equidistanti, neutrali.  

Essere super-partes però non vuol dire perdere di vista la Verità.  

Molti giornalisti descrivono questa campagna elettorale con aggettivi quale “avvelenata”, “intrisa di offese”. Alcuni si fermano qui. Altri si spingono addirittura ad affermare:”Ingiurie provenienti dall’una e dall’altra parte.”

Chi ha seguito con attenzione lo svolgersi dell’intera campagna ha senz’altro rilevato chi ha utilizzato a piene mani l’aggressività, la provocazione, gli insulti fin dall’inizio della stessa.

Credo si possa e si debba essere sopra le parti, equidistanti, senza sacrificare la verità. Altrimenti queste cronache non si possono definire vere nè tantomeno equidistanti!

 

P.S.:

E’ davvero preoccupante vederlo in questi giorni, il portatore nano. Ha occhi spiritati e mascella rigida. Grida a gola piena. Picchia i pugni sul tavolo. Sceglie le parole più ingiuriose. Si rappresenta solo contro il male assoluto.

Postato da: fraval a 12:16 | link | commenti
politica, elezioni, berlusconi

giovedì, 06 aprile 2006

L'OFFESA PIU' GRANDE

L'incognita che ci aspetta dopo l'appuntamento elettorale del 9/10 aprile è grande. Un'attesa che in qualche modo inquieta. Quante ancora ne tirerà fuori dal cilindro il portatore nano? Tutto quello che finora ha fatto e detto, nel corso di questa avvilente campagna elettorale, c'era da aspettarselo. Non era difficile immaginarlo. Non vuole mollare, è deciso più che mai. Ha offeso tutto e tutti, il/i suoi avversari politici e perfino l'intera parte di popolazione che non la pensa come lui.  Sono convinto pero' che l'offesa più grande non sia rappresentata dall'epiteto "coglioni" affibbiato a quest'ultima. L'offesa più grave l'ha rivolta all'intelligenza dell'intera nazione. Al di la' di qualsiasi fede politica. Indistintamente. Nell'ultima manciata di secondi del suo intervento finale, in chiusura del secondo ed ultimo confronto con il suo avversario, annuncia l'intendimento di voler cancellare l'imposta comunale sulla prima casa(!).  E, con espressione soddisfatta, subito ripete:"..Sì..Avete proprio capito bene!.."  Nell'accurata premeditazione dell'incontro aveva previsto lo stupore con cui sarebbe stato accolto da tutti, alleati compresi. Del "coup de teatre" non erano neppure stati informati.  Questa è la più grave offesa che si potesse arrecare all'intelligenza di un intero popolo, per più di una ragione:

Non si può prendere in giro un'intera nazione in tal modo. La popolazione italiana non è un parco buoi di sua proprietà. Sebbene il concetto di possesso di quest'uomo, cullato dall'enorme grandezza del suo "IO", possa essere considerato alquanto allargato e distorto. Non si puo' schiaffeggiare in tal modo il buon senso di un intero popolo. Non è la prima bufala che propina, è vero.  Ma proprio per questo, e per tutte le ragioni appena espresse,  al punto in cui siamo, ti senti offeso in quanto trattato come un "suddito" e per di piu' decerebrato.

Postato da: fraval a 15:20 | link | commenti (2)
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