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REFERENDUM 25/26 giugno 2006
Salviamo la Costituzione dalle “porcherie” di Calderoni e la sua Devolution
VOTIAMO NO.
Ragioniamo su quanto e come questa riforma costituzionale potrebbe cambiare il nostro Paese. Facciamolo prendendo in esame uno dei suoi punti più rischiosi e dannosi: quello che sancisce l’insostituibilità del Primo ministro durante tutta la legislatura e sui suoi nuovi ed enormi poteri che la riforma gli assegna. Facciamolo ipotizzando uno scenario in cui gli attori principali, insediati nelle due più alte cariche dello Stato, siano ancora quelli della passata legislatura: Carlo Azeglio Ciampi, quale Presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi, quale Presidente del Consiglio.
Cosa prevede la legge sull’argomento
• Il Premier sarà eletto con elezione diretta e, una volta nominato dal Presidente della Repubblica, non avrà bisogno della fiducia per insediarsi. Tra i suoi nuovi poteri, quello di nomina e revoca dei ministri e quello di sciogliere le Camere senza alcuna approvazione del Presidente della Repubblica, carica che, dunque, viene ad essere ulteriormente svuotata di quei gia’ limitatissimi poteri che ad oggi ancora detiene.
• Il Presidente della Repubblica acquisterà il potere di nominare i presidenti delle Authority, ma perderà il potere di autorizzare i progetti di legge presentati dalle Camere, di scegliere il Primo Ministro e di sciogliere le camere (!).
Una riforma che prevede attribuzioni di poteri, fra le due cariche più alte dello Stato, pericolosamente sbilanciate, rispetto all’attuale.
Nelle sole mani del Premier, che sarà definito “Primo Ministro”, si accentreranno tutti quei poteri che oggi sono divisi tra i Presidenti del Consiglio e della Repubblica, al punto tale che la democrazia potrebbe non essere più garantita.
Proviamo ora a calare tali cambiamenti nel nostro sopracitato scenario che suggerivo in apertura. Avverto dei brividi lungo la schiena solo ad immaginarlo quest’ultimo.
Questa riforma si inserirebbe come una greve e affilata lama nella ferita aperta del già malato, indebolito, quadro politico istituzionale di questo Paese, rappresentata dall’enorme conflitto di interessi del nostro ex-Presidente del Consiglio.
La riforma prevede la revisione di gran parte dell'ordinamento della Repubblica, ma io voglio fermarmi qui.
A mio modesto parere i cambiamenti appena descritti, di quest’unico punto, sono già tali e gravi per giustificare il mio NO a questo scempio.
DIS-ASSUEFIAMOCI, DIS-IPNOTIZZIAMOCI: FIRMIAMO L'APPELLO DI PANCHO PARDI SUL SITO: http://www.liberacittadinanza.it/
PRIMO COMPITO: CANCELLARE L'ANOMALIA ITALIANA
In cinque anni di lotte abbiamo spesso immaginato le soluzioni per i problemi più pressanti da affrontare dopo le elezioni. Può cambiare l’ordine gerarchico, ma il lavoro e l’economia, lo stato sociale, la scuola, la ricerca, i beni comuni, l’ambiente e l’energia, i monopoli privati, i tempi della giustizia, l’Europa, la guerra preventiva sono temi di cui dovremo occuparci a fondo.
Ma nessuno di questi impegni otterrà risultati duraturi se non si porrà al primo posto la ricostruzione della salute istituzionale del paese. Bisogna riaffermare la supremazia degli interessi pubblici sui vantaggi privati. Bisogna cancellare l’anomalia italiana che ha inquinato la politica, le istituzioni e la società.
Due primi passi vanno fatti subito per scongiurare i due pericoli più insidiosi.
Il primo è stabilire l’ineleggibilità dei proprietari di mezzi di comunicazione. E se l’ineleggibilità fosse considerata troppo “punitiva”, deve essere fissata l’incompatibilità con qualsiasi ruolo di governo: è inammissibile che giunga al vertice del potere politico chi ha il possesso privato dei mezzi principali per costruire il consenso elettorale.
Perciò va abrogata la legge Frattini. Ma anche i progetti accennati dall’Unione, come il ricorso al blind trust o a una nuova autority, sono del tutto insufficienti.
Se l’Unione insisterà su provvedimenti così poco incisivi sarà necessario proporre una legge di iniziativa popolare. Il suo principio guida, da applicare in tutte le relazioni tra politica, amministrazione e affari, sarà la netta separazione tra l’interesse pubblico e l’utilità privata.
Il secondo passo è l’abrogazione immediata della nuova legge elettorale, per evitare che si possa tornare in ogni caso al voto con questa. Se non si vuole restaurare il sistema precedente si potrà orientare la scelta verso i modelli bipolari europei. La selezione delle candidature di collegio sarà comunque effettuata con lo strumento delle primarie.
Fronteggiata l’emergenza molto resta da fare. Vanno abrogate tutte le leggi ad personam adottate a favore del presidente del consiglio e dei suoi sodali: le leggi sul falso in bilancio, il legittimo sospetto, l’impunità per le massime cariche dello stato, l’allungamento dei tempi di prescrizione, l’abolizione della tassa di successione per i grandi patrimoni.
Vanno anche abrogate le leggi sull’ordinamento giudiziario (che incrina l’indipendenza della magistratura), sulla legittima difesa armata e sulla disparità tra accusa e difesa nella richiesta dell’appello.
Vanno cambiate le leggi che contrastano con i principi costituzionali (in massima parte col principio di uguaglianza): la Bossi-Fini va sostituita con una legge sui nuovi diritti di cittadinanza; la Moratti con una legge che assicuri a tutti il diritto alla conoscenza e dia le necessarie risorse all’insegnamento e alla ricerca scientifica; la legge 30 con una legge che dia un sostegno sociale ai lavori flessibili.
Si deve abrogare la legge Gasparri e cancellare il duopolio televisivo. La nuova legge dovrà attribuire a una larga pluralità di operatori privati il controllo di una sola rete televisiva a testa, dovrà affidare le reti pubbliche a un’autorità indipendente, per sottrarle al controllo e alla lottizzazione da parte della politica e indirizzarle alla produzione di trasmissioni di buona qualità. Dovrà potenziare le esperienze televisive di tipo sociale-comunitario. Dovrà stabilire un limite più severo alla pubblicità televisiva per orientare maggiori risorse verso la carta stampata.
La rinuncia ai provvedimenti fin qui elencati produrrebbe l’incorporazione definitiva dell’anomalia nel nostro tessuto istituzionale.
Si deve applicare l’articolo 11 della Costituzione e richiamare subito i soldati dall’Iraq.
Dopo la vittoria non possiamo sedereci. Dobbiamo rafforzare la mobilitazione per convincere gli italiani a votare No alla pessima riforma della Costituzione nel prossimo referendum, e per impedire altre modifiche in direzione di nuove ipotesi di premierato forte.
Pancho Pardi
Sento il dovere di pubblicare anch'io questa lettera di Norberto Lenzi, giudice di Bologna, in un momento molto critico per la democrazia nel nostro Paese (dal sito di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/ )
Telecolpodistato
“Può sembrare ingenuo e perdente fare del moralismo quando ci si confronta nel campo della politica, che è il regno del pragmatismo. Ma voglio lanciare ugualmente una sfida ai pragmatici chiedendo di verificare che cosa hanno ottenuto rispetto a quello che si sarebbe potuto ottenere con il semplice, rigoroso rispetto delle regole, che è soltanto uno dei tanti aspetti dell’etica.
Un Presidente del Consiglio amante dei paradossi ha chiesto una verifica della legalità delle elezioni. Una cosa che tutti hanno diritto di fare, tranne lui.
Perché sappiamo tutti che Berlusconi non può essere eletto. Lo dice una legge dello Stato (n. 361 del 1957) che prevede la ineleggibilità in Parlamento dei titolari di concessioni pubbliche di rilevante interesse economico. Sappiamo anche che quasi nessuno ha mosso un dito per impedirlo, anzi non se ne parla proprio più.
Eppure fino a qualche tempo fa l’argomento ogni tanto veniva ancora trattato: D’Alema, il 15.9.2000 alla Festa dell’Unità di Bologna aveva dichiarato che “Berlusconi, concessionario dello Stato, era ed è ineleggibile per incompatibilità; la decisione della Giunta per le elezioni è stata una finzione”.
Governava ancora il centrosinistra e il cuore dei legalitari si era aperto alla speranza. Ma quando, qualche mese più tardi, gli è stato chiesto perché non si era risolta la questione, ha incredibilmente risposto “abbiamo rispettato il voto di tanti milioni di italiani”.
Ho detto una volta che quando la Giunta per le elezioni ha interpretato quella legge sostenendo che concessionario delle TV era Confalonieri e non Berlusconi, in un attimo la Patria del diritto si è trasformata nell’Ospizio della idiozia. Quando D’Alema dice che Berlusconi è legittimato dal voto degli italiani deve essere reso consapevole che sta assicurando il profitto della vincita ad un baro.
Se un centometrista- come dice Moretti- parte 20 metri avanti agli altri viene squalificato anche se vince e lo stesso avviene se un atleta viene trovato positivo all’antidoping.
Soltanto nel nostro Paese è stato consentito al titolare del conflitto di interessi di dire di avere fatto lui una legge per risolverlo. Perfino in Thailandia, dove aveva vinto il clone di Berlusconi, la gente è andata in piazza e lo ha costretto a dimettersi.
Ci sono leggi in tutto il mondo che stabiliscono un limite al possesso delle televisioni, ma (dice Giuliano Ferrara) non sempre esistono leggi che stabiliscono che chi possiede una TV non può assumere cariche politiche. Non ci sono perché non servono, perché bastano il buon senso e le regole della democrazia.
E noi dobbiamo ascoltare costui, che possiede tre Tv e fa abusivamente politica da 12 anni usandole come un randello sugli oppositori, quando evoca lo spettro di leggi punitive e di inammissibili vendette? E dobbiamo davvero discutere tra noi se potrebbe essere sufficiente togliergliene una, magari sentendoci anche un po’ in colpa?
Ma con quale spudoratezza si può parlare di punizione quando viene semplicemente e finalmente ripristinata la legalità? Su quello che è successo finora avrei una domanda per i pragmatici: vi siete trovati bene in questi anni in Italia? Cosa avete pensato quando i giornalisti liberi sono stati scacciati dalla TV e Mentana ha detto che si sarebbe incatenato se mandavano via Santoro? Avete sentito rumore di catene mentre intervistava il suo datore di lavoro in campagna elettorale?
E quando quel liberale di Berlusconi si arricchiva con le sue rendite monopolistiche sulla pubblicità, mentre il resto del Paese si impoveriva, non vi siete ricordati di quando un altro liberale (Adam Smith) bollava come infamia i privilegi concessi dalla monarchia inglese alla Compagnia delle Indie per condurre affari anche illeciti restando impunita?
Vi è piaciuto il crescendo di insulti ai giudici, in mezzo al crepitare delle leggi ad personam, culminato negli ultimi epiteti di “indegni” ed “infami”?
Se, come spero, non vi è piaciuto, se ritenete che in fin dei conti quella piccola parte dell’etica che è la legalità può in qualche modo rimediare a questo scempio, lasciate perdere le offerte di collaborazione, mozzate le mani tese che vi avrebbero strangolato se avessero vinto.
Cercate di essere sempre più credibili e magari smettete anche voi di candidare nelle liste elettorali persone con condanne definitive: non è accettabile che chi non potrebbe accedere ad un posto di bidello possa rappresentarci in Parlamento.
E da quando la miglior difesa è la difesa?
La scaletta che propongo sul conflitto di interessi è:
1) Berlusconi non può essere eletto in Parlamento in base alla legge vigente.
Se qualcuno sostenesse (ma vorrei sapere con quali argomenti) che questo è esagerato o, diciamo, non pragmatico, sono disposto a passare al punto
2) La nuova, vera, legge sul conflitto di interessi deve stabilire che nessuno può avere più di una Tv, e al punto
3) Chi ha anche una sola quota in una concessione Tv non può essere eletto in Parlamento.
Tenete conto che i punti 2) e 3) facevano parte del programma dell’Ulivo nel 1996. Coerenza vuole che oggi si rimedi alle incoerenze altrui.
P.S. Ho letto questo intervento in una assemblea davanti ad alcuni parlamentari del centrosinistra. Mi sembrava di essere quel topo che propose di attaccare un campanello alla coda del gatto: molti consensi e pochi proseliti. Perché – mi si è detto - il tema della serata era la costituzione del partito democratico...”.
Com'è triste questa commedia all'italiana (da: http://www.italieni.it/page.php?id=6647 )
17 apr 2006 - "L'Italia non merita questa commedia": Le Figaro commenta così l'incapacità di Berlusconi di riconoscere la sconfitta.
"L'esito delle elezioni italiane rischia di compromettere la permanenza del paese nella zona euro oltre il 2015". L'editorialista e condirettore del Financial Times Wolfgang Munchau non ha dubbi sull'europeismo di Romano Prodi, ma ritiene che i conti pubblici disastrosi e la difficoltà di governare con una coalizione così eterogenea non promettano nulla di buono.
"Prodi non sembra avere la ricetta giusta per far uscire l'Italia dalla crisi. Se il paese continuerà a perdere competitività, potrebbe emergere un movimento populista contrario all'euro. E se tornasse la lira, non è da escludere il crollo della fiducia degli investitori nei titoli di stato italiani e la possibile insolvenza da parte dell'Italia".
Il Times pubblica un'intervista a Prodi, dedicata in gran parte al futuro dell'Unione europea. Il leader del centrosinistra auspica un'accelerazione dell'integrazione dei paesi che costituiscono il nocciolo duro dell'Ue, "anche se significherebbe emarginare l'euroscettica Gran Bretagna".
Secondo il Wall Street Journal, la vittoria dimezzata di Prodi potrebbe favorire l'impero tv di Berlusconi: "Uno dei punti principali del programma di Prodi è la legge sul conflitto d'interessi, che obbligherebbe Berlusconi a scegliere tra Mediaset e la sua carriera politica. Ma con una maggioranza di appena due seggi al senato, sarà molto difficile approvare leggi controverse come quelle sul conflitto d'interessi o sul tetto al mercato pubblicitario".
"L'Italia non merita questa commedia": Le Figaro commenta così l'incapacità di Berlusconi di riconoscere la sconfitta, denunciando brogli e contemporaneamente proponendo una grande coalizione alla tedesca.
"In ogni caso – conclude il quotidiano – bocciando Berlusconi senza affidare un mandato chiaro a Prodi, gli italiani hanno espresso il loro scetticismo sulla classe politica, di destra come di sinistra".
Secondo The Independent, il fatto che Berlusconi non abbia ancora riconosciuto la sconfitta dipende dalla speranza di ottenere in cambio una sorta di immunità giudiziaria durante la prossima legislatura.
DOPO IL VOTO: UNA SITUAZIONE DEMORALIZZANTE
Non era difficile prevederlo. Eccolo lì, il nostro portatore nano di democrazia, ad adombrare il dopo-elezioni con le accuse di brogli. L'avevamo previsto in tanti, in tempi non sospetti (vedi mio post di Venerdì, 7 aprile).
Dalla Newsletter del 14 aprile 2006 (www.lavoce.info) un sito che invito a consultare per informarsi in maniera davvero super-partes e completa:
Una volta di piu', chi ha cambiato le regole elettorali all'ultimo momento ha perso le elezioni. Prendendo gli stessi voti, con le vecchie regole, avrebbe vinto. Nonostante questa nuova legge elettorale che promuove l'ingovernabilita' e impedisce ai cittadini di selezionare la classe politica, abbiamo un vincitore. Avra' una maggioranza risicata al Senato e di fronte a se' un compito molto difficile: far ripartire l'economia riducendo ii disavanzo strutturale dei conti pubblici. Lo scenario internazionale potrebbe agevolare il compito, ma sono molte le insidie legate al caro-petrolio. Mentre una Grosse Koalition rischierebbe di paralizzare l'azione riformatrice con veti incrociati.
Il primo voto degli italiani residenti all'estero e' stato decisivo. Ma e' giusto che chi non paga le tasse sia rappresentato in Parlamento? A proposito di tasse, non si e' parlato d'altro sul finire della campagna elettorale. Ma non e' detto che la maggioranza degli italiani preferisca pagarne di meno, rinunciando ai servizi pubblici finanziati con il loro gettito.
PRODI HA VINTO? IN QUALE FILM?
Ho votato centro-sinistra in quanto sono convinto della necessità urgente che questo Paese ha di eliminare un'offensiva anomalia che anche l'Europa teme e critica. Ma, visti i risultati, mi chiedo: cosa abbiamo vinto? Siamo nel bel mezzo di un fiume di fango in linea al precetto "Tanto peggio, tanto meglio" in cui ci ha trascinato la legge "Porcheria" dell'accoppiata Berlusconi-Calderoli. Non si governa avendo la maggioranza unicamente alla Camera. Lo sa anche il piu' piccolo dei miei figli. Da Prodi mi sarei aspettato molta più cautela. Si è fatto paladino della serietà, contrapposta a chi ha ampiamente dimostrato di offendere l'intelligenza dell'intero Paese con false promesse in extremis, non mi sarei aspettato di vederlo calpestare tale serietà, salendo su un palco e conclamando la vittoria! L'ho trovato tristemente grottesco, lontano dall'atteggiamento sobrio e composto che la Nrealtà dei numeri avrebbe richiesto. Questo Paese ha perso il lume della ragione. Lo ha perso da 5 anni. E dimostra di non averlo ritrovato ancora oggi. Bepper Grillo, anche tu! Non hai corso un po' troppo annunciando sul Blog, fin dai primi Exit Poll, una così effimera vittoria? Ti capisco, l'avremmo voluto in tanti. Ma questo è un Paese che si è tenuto per un ventennio il Fascismo, con le leggi razziali, il culto della razza, ecc. E' il Paese che ha esportato il fenomeno della Mafia. E che vota chi afferma che con la Mafia si deve convivere. E' il Paese in cui il 70% della popolazione si informa unicamente premendo il dito sul telecomando, evitando accuratamente la lettura dei quotidiani e dei libri. E' un Paese in cui l'intero potere mediatico è in mano ad un unica persona che coincide con la seconda più alta carica dello Stato. Che cosa vogliamo da un Paese così assuefatto, ipnotizzato, menefreghista, individualista che del Sociale e del "Bene comune" nulla gli è mai importato e non ne ha mai posseduto la cultura.
TASSA SULLE SUCCESSIONI: MA DI COSA STIAMO PARLANDO?
Si è fatto tanto parlare e discutere di questa tassa, ma qual'è la vera entità e, di conseguenza, il suo vero peso nel bilancio del Paese?
Ebbene: Il gettito che questa tassa porta nelle casse dello Stato è stato definito IRRISORIO da esperti ed economisti.
Per ore ed ore, nei vari dibattitti televisivi, abbiamo sentito attaccare Prodi dai rappresentanti della CdL sui limiti, ancora non definiti con dei numeri, dal quale si ripartirà a pagare tale tassa. Mi aspetto da chi ha Governato il Paese per ben cinque anni, che conosca l'entità di cio' che si discuta e, pertanto, dedichi il suo tempo a trattare i veri temi di maggior rilevanza. Altrimenti sono legittimato a sospettare che si stia "ciurlando nel manico", che si stia pretestuosamente spargendo fumo per non parlare delle VERE problematiche di cui si deve dar conto al Paese. Spessissimo sono sembrati rappresentanti dell'opposizione piuttosto che la compagine governativa che ha guidato l'Italia. In questi confronti sarebbe stato lecito aspettarsi che, chi ha governato rendesse conto alla nazione della situazione: niente di tutto questo. Al centro di tutti questi dibattiti hanno artatamente spostato l'attenzione sul programma dell'Unione cercando di mettere in evidenza le minime differenze di comunicazione che fra un interlocutore e l'altro ci possono essere state.
ATTENZIONE: BROGLI ELETTORALI!!
Se il portatore nano perderà le elezioni, mi sembra già di udire cio' che urlerà a gola piena.
Griderà "Al Broglio!! Al Broglio!!" . Sarei pronto a scommetterci. E' molto probabile che cio' sia già stato pianificato insieme al suo entourage di esperti. Staremo a vedere. Spero davvero di sbagliarmi. Ma se i chiari di luna sono quelli che stiamo intravedendo in questi ultimi scorci di campagna elettorale, è molto probabile che il "nostro" attaccherà anche su quel fronte.
SUPERPARTES E VERITA’ NON SONO ANTITETICHE
Essere super-partes vuol dire essere sopra le parti, equidistanti, neutrali.
Essere super-partes però non vuol dire perdere di vista la Verità.
Molti giornalisti descrivono questa campagna elettorale con aggettivi quale “avvelenata”, “intrisa di offese”. Alcuni si fermano qui. Altri si spingono addirittura ad affermare:”Ingiurie provenienti dall’una e dall’altra parte.”
Chi ha seguito con attenzione lo svolgersi dell’intera campagna ha senz’altro rilevato chi ha utilizzato a piene mani l’aggressività, la provocazione, gli insulti fin dall’inizio della stessa.
Credo si possa e si debba essere sopra le parti, equidistanti, senza sacrificare la verità. Altrimenti queste cronache non si possono definire vere nè tantomeno equidistanti!
P.S.:
E’ davvero preoccupante vederlo in questi giorni, il portatore nano. Ha occhi spiritati e mascella rigida. Grida a gola piena. Picchia i pugni sul tavolo. Sceglie le parole più ingiuriose. Si rappresenta solo contro il male assoluto.
L'OFFESA PIU' GRANDE
L'incognita che ci aspetta dopo l'appuntamento elettorale del 9/10 aprile è grande. Un'attesa che in qualche modo inquieta. Quante ancora ne tirerà fuori dal cilindro il portatore nano? Tutto quello che finora ha fatto e detto, nel corso di questa avvilente campagna elettorale, c'era da aspettarselo. Non era difficile immaginarlo. Non vuole mollare, è deciso più che mai. Ha offeso tutto e tutti, il/i suoi avversari politici e perfino l'intera parte di popolazione che non la pensa come lui. Sono convinto pero' che l'offesa più grande non sia rappresentata dall'epiteto "coglioni" affibbiato a quest'ultima. L'offesa più grave l'ha rivolta all'intelligenza dell'intera nazione. Al di la' di qualsiasi fede politica. Indistintamente. Nell'ultima manciata di secondi del suo intervento finale, in chiusura del secondo ed ultimo confronto con il suo avversario, annuncia l'intendimento di voler cancellare l'imposta comunale sulla prima casa(!). E, con espressione soddisfatta, subito ripete:"..Sì..Avete proprio capito bene!.." Nell'accurata premeditazione dell'incontro aveva previsto lo stupore con cui sarebbe stato accolto da tutti, alleati compresi. Del "coup de teatre" non erano neppure stati informati. Questa è la più grave offesa che si potesse arrecare all'intelligenza di un intero popolo, per più di una ragione:
Non si può prendere in giro un'intera nazione in tal modo. La popolazione italiana non è un parco buoi di sua proprietà. Sebbene il concetto di possesso di quest'uomo, cullato dall'enorme grandezza del suo "IO", possa essere considerato alquanto allargato e distorto. Non si puo' schiaffeggiare in tal modo il buon senso di un intero popolo. Non è la prima bufala che propina, è vero. Ma proprio per questo, e per tutte le ragioni appena espresse, al punto in cui siamo, ti senti offeso in quanto trattato come un "suddito" e per di piu' decerebrato.