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mercoledì, 26 aprile 2006

CHERNOBIL UCCIDE ANCORA.. MA C'E' CHI IL NUCLEARE LO INTRODURREBBE ANCHE IN ITALIA
Le recenti dichiarazioni di uno dei fondatori di Greenpeace, Patrick Moore,  favorevoli al nucleare, stanno ridando fuoco alle miccie dei nuclearisti convinti.  La prima domanda che si dovrebbe rivolgere a questi ultimi è la seguente:

 "Dove stocchiamo le ingenti scorie di scarto che restano radioattive per millenni?".

Vi sentirete rispondere, fra lo stridore delle unghie sui vetri, le cose più creative e allucinanti:

"Basta creare altri due magazzini di buona capacità ed il gioco è fatto." e/o che   "Naturalmente è una processo che avrà bisogno di anni, ma quantomeno se ne inizia a parlare. "   "Le nuove tecnologie sono passate da un rapporto energia prodotta/scorie di 5/95 ad un 70/30 e sono in fase di elaborazione reattori che porteranno tale rapporto a 99/1" .  Oppure verrete sommersi dai numeri. Dai costi  economici: "Il costo di un MegaWatt nucleare è  pari a 25€ , 1 di gas 55€,  1 di Eolica 60€ ecc ecc non citandone neppure le fonti.."

Non è vero che il costo aziendale dell'elettricità ottenuta con il nucleare sia inferiore a quello dell'elettricità ottenuta da altre fonti. Bisogna infatti includere anche i costi di smantellamento delle centrali nucleari alla fine della loro vita utile e i costi di stoccaggio, nel lungo periodo, del combustibile nucleare e delle scorie radioattive. Il nucleare è la fonte energetica più costosa.
Il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti (DOE) dichiara che 1 kWh di energia elettrica costa 6,13 cent/$, da gas 4,96 cent/$, da carbone 5,34 cent/$, da fonte eolica 5,05 cent/$. Risultati analoghi sono stati presentati da studi della Chicago University e del Massachusetts Institute of Technology. Queste valutazioni economiche sono sottostimate perché non comprensive dei costi del decommissionamento degli impianti e del trattamento delle scorie di lungo periodo. L’industria nucleare degli Stati Uniti è un esempio che rende consapevoli di cosa può accadere quando le quote di efficenza energetica vengono ignorate in blocco. Sembra che gli Stati Uniti saranno fortunati se l’industria nucleare riuscirà a produrre tanta energia quanta ne ha consumata.  “Soprattutto, l’uranio è relativamente scarso nella crosta terrestre, con una media di circa 4 parti per milione. Quindi, una significativa espansione dell’energia nucleare — anche l’espansione ampiamente intessuta prima degli incidenti di Three Mile Island e (molto più inquietante) di Chernobyl — sopravanzerebbe le disponibilità prontamente accessibili." (rapporto del WORLD ENERGY COUNCIL "ENERGY FOR TOMORROW'S WORLD") .

I "nuclearisti " sosterranno le loro tesi dicendovi che la presenza di Centrali nucleari straniere poste nelle immediate vicinanze del confine italiano giustificherebbe da sola la presenza, a quel punto, di Centrali italiane nel nostro territorio.

Non passerà loro nemmeno per l'anticamera del cervello che il fatto che esistano già nei pressi del ns territorio centrali nucleari di altri Paesi confinanti, non legittima la necessità di dover moltiplicare per N il gia' presente e sufficente livello di rischio di un incidente nucleare che abbiamo. Senza contare che comunque abbiamo già Caorso sul ns territorio. Benchè non funzionante, porta con se' un elevatissimo margine di rischio in quanto, in caso di incidente (ancora possibile) l'intera pianura padana ne sarebbe coinvolta. Ma perchè dobbiamo farci del male elevando a potenza quello che gia' esiste? Non e' davvero possibile pensare ad altro per farcene un po' meno?

Ma questi nostalgici non li smuoverete nemmeno chiedendo loro:

"La vorresti una Centrale Nucleare o un magazzino di stoccaggio di scorie nucleari "ultra-computerizzati e automatizzati" come vicini di casa? "

"Esiste già oggi un problema irrisolto di stoccaggio di scorie nucleari custodite in questo Paese, tristemente noto per le sue (in)capacità organizzative e di pianificazione: vi sono 53 mila metri cubi di rifiuti nucleari, quanto un palazzo di sessanta piani. La verità è che più che chiuse le centrali, in Italia, sono in stato di «custodia protetta passiva», dunque continuano a produrre ogni anno una certa quantità di rifiuti radioattivi. E' noto il Centro Enea di Rotondella, conosciuto anche come «Trisaia», in provincia di Matera dove a quasi trent’anni dall'avvio del programma, si trovano ancora 2,3 metri cubi di rifiuti liquidi mai solidificati nonostante le ripetute richieste degli organi competenti. I rifiuti, oltretutto, sono contenuti in strutture metalliche di acciaio e carbonio che ormai non sono più in grado di garantire la tenuta. Il centro di Trisaia ospita anche 64 elementi di combustibile irraggiato, attualmente sospesi in una piscina di stoccaggio, circa 3 metri cubi di prodotto fissile e fertile (uranio e torio), 14 container di rifiuti biomedicali; dagli anni Sessanta è la sede dell’unico cimitero di rifiuti nucleari esistente in Italia, quattro fosse in cui sono stati accumulati rifiuti solidi radioattivi ad alta attività (pari a circa 100 curie) contenenti cobalto 60, Cesio ed altri radionuclidi. I rifiuti sono stati cementificati e le fosse ricoperte con uno strato di bitume.
Durante l’attività le centrali nucleari hanno prodotto 1916 tonnellate di combustibile esausto, 328 delle quali sono ancora stoccate in Italia presso gli impianti di Caorso e Trino e la vasca del reattore di ricerca Avogadro a Saluggia. Quello di Saluggia è un deposito particolarmente a rischio, si trova sulle sponde della Dora Baltea, a due chilometri dalla confluenza con il Po, sopra le più importanti falde acquifere del Piemonte: nessuno può immaginare che cosa può accadere in caso di alluvione. Ci sono poi la centrale del Garigliano in provincia di Caserta dove è in funzione un impianto per il recupero e la solidificazione di liquidi e fanghi prodotti in passato e stoccati, e quello di Casaccia nel Lazio dove opera un impianto per l'estrazione di particelle alfa dei rifiuti del plutonio in modo da diminuirne la radioattività. Coperte da segreto militare sono tutte le informazioni sulla centrale nucleare della base di Pisa, ma è presumibile che rifiuti siano conservati anche lì.
Ai depositi delle centrali vanno aggiunti i depositi pubblici e privati delle scorie create dagli ospedali, non sempre del tutto in linea con le norme di sicurezza stabilite dalla legge. Secondo i dati raccolti dal Servizio di prevenzione sanitaria della Regione Lombardia, ad esempio, in un solo anno (tra il giugno 1997 e il giugno 1998) le aziende sanitarie lombarde hanno rilevato più di 100 carichi di rottami metallici radiocontaminati, quasi tutti in provincia di Brescia, evidentemente sfuggiti ai controlli doganali. Nel 55% dei casi l'oggetto radioattivo era costituito da materiale metallico radiocontaminato, nel 17% dei casi da vere sorgenti radioattive e nel 18% dei casi da quadranti di strumenti. In alcune sporadiche occasioni sono stati ritrovati parafulmini radioattivi e rilevatori di fumo. E poi vanno contati resine, fanghi, rifiuti attivi secchi, rifiuti solidi o liquidi in attesa di trattamento.
C’è poi un ulteriore quantità di materiale radioattivo su cui si hanno poche informazioni, quello proveniente dai traffici illeciti. (articolo della Stampa 2003) "

Vi diranno che "le nuove tecnologie consentono una gestione totalmente computerizzata e automatizzata a prova di errore" .  I sistemi computerizzati ed automatizzati non sono affatto a prova d'errore. Vi sono una serie di clamorosi incidenti avvenuti ad aerei completamente automatizzati e computerizzati, solo per fare un esempio. Possono esservi tutti gli impianti automatizzati e computerizzati più sofisticati di questa terra, ma in un Paese come questo, bisogna essere persone di buon senso e realisti. Perchè, oltre al fatto che anche questi sistemi/tecnologie non sono comunque al 100% a prova di errore, bisogna tenere conto e guardare alle nostre (in)capacita' a riguardo degli altri aspetti irrisolti e ineludibili del problema nucleare, quale quello delle scorie.
Un'altra domanda che è utile rivolgere a questi signori è la seguente:

"Se le centrali nucleari sono così sicure per quale motivo non esistono Compagnie Assicurative disposte a stipulare una RC (Responsabilità Civile) per assicurarle?

Dai dati presentati al 19° Congresso Mondiale dell'Energia, nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% al'8.5%. Aumenterà la produzione di energia ottenuta con il gas e le fonti rinnovabili, mentre diminuirà quella ottenuta da petrolio, carbone ed idroelettrica.

In Italia, ciònonostante, aumentano le pressioni del mondo politico ed economico per un ritorno all'energia nucleare.

Il NZZ am Sonntag di Zurigo, il direttore dell’ufficio federale per l’energia della Svizzera, consiglia al governo di chiudere gradualmente le sue 4 centrali atomiche, che danno il 40% dell’elettricità, e di sostituirle con centrali a gas.

Il governo italiano, sempre in leggera controtendenza, sembra invece deciso a puntare sul nucleare e sul carbone, promettendo così “un nuovo miracolo economico” in Italia.

L'evoluzione della specie umana deve passare attraverso uno Sviluppo sostenibile, possibile. Che non deve scendere ad un livello cosi' basso e pericoloso di compromesso mettendo disinvoltamente a repentaglio la salute dell'uomo e dell'intero pianeta.  Le energie alternative ci sono. Battiamoci perche' sia diffusa un'adeguata informazione su di esse. 

In ogni caso, non attendetevi risposte o commenti puntuali e concreti a tali domande dai "nostalgici di Chernobyl".

Postato da: fraval a 16:50 | link | commenti (2)
politica, energia, nucleare, chernobil