/**/

CLICCA x ISCRIVERTI a M3APAULLO
9/10 aprile
accordo di programma
adp
amore
anomalie italiane
berlusconi
bicicletta
biciclettata
blog
brebemi
calcio
cdc
chernobil
cià che girum
cipe
comitato
corteo
corte dei conti
cpm3
crema
critical mass
delibera cdc
delibera cipe
devolution
elezioni
energia
festa di primavera
ici
indulto
infrastrutture
intercettazioni
libri
linea m3
m3
magistratura
manifestazione
media
mediglia
metropolitana
mm3
mobilitazione
mobilitiamocinsieme
modulo
mondiali di calcio
nucleare
pantigliate
paullese
paullo
penati
peschiera
petizione
politica
progetto preliminare
prolungamento metropolitana
psicologia
raccolta firme
rapporti interpersonali
referendum
riunione
san donato
sdonato
spino
ss415
tangenziale
tasse
teem
telefonia
televisioni
tem
traffico
verbale
zelo
visitato *loading* volte
Coordinamento Interprovinciale per
REFERENDUM 25/26 giugno 2006
Salviamo la Costituzione dalle “porcherie” di Calderoni e la sua Devolution
VOTIAMO NO.
Ragioniamo su quanto e come questa riforma costituzionale potrebbe cambiare il nostro Paese. Facciamolo prendendo in esame uno dei suoi punti più rischiosi e dannosi: quello che sancisce l’insostituibilità del Primo ministro durante tutta la legislatura e sui suoi nuovi ed enormi poteri che la riforma gli assegna. Facciamolo ipotizzando uno scenario in cui gli attori principali, insediati nelle due più alte cariche dello Stato, siano ancora quelli della passata legislatura: Carlo Azeglio Ciampi, quale Presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi, quale Presidente del Consiglio.
Cosa prevede la legge sull’argomento
• Il Premier sarà eletto con elezione diretta e, una volta nominato dal Presidente della Repubblica, non avrà bisogno della fiducia per insediarsi. Tra i suoi nuovi poteri, quello di nomina e revoca dei ministri e quello di sciogliere le Camere senza alcuna approvazione del Presidente della Repubblica, carica che, dunque, viene ad essere ulteriormente svuotata di quei gia’ limitatissimi poteri che ad oggi ancora detiene.
• Il Presidente della Repubblica acquisterà il potere di nominare i presidenti delle Authority, ma perderà il potere di autorizzare i progetti di legge presentati dalle Camere, di scegliere il Primo Ministro e di sciogliere le camere (!).
Una riforma che prevede attribuzioni di poteri, fra le due cariche più alte dello Stato, pericolosamente sbilanciate, rispetto all’attuale.
Nelle sole mani del Premier, che sarà definito “Primo Ministro”, si accentreranno tutti quei poteri che oggi sono divisi tra i Presidenti del Consiglio e della Repubblica, al punto tale che la democrazia potrebbe non essere più garantita.
Proviamo ora a calare tali cambiamenti nel nostro sopracitato scenario che suggerivo in apertura. Avverto dei brividi lungo la schiena solo ad immaginarlo quest’ultimo.
Questa riforma si inserirebbe come una greve e affilata lama nella ferita aperta del già malato, indebolito, quadro politico istituzionale di questo Paese, rappresentata dall’enorme conflitto di interessi del nostro ex-Presidente del Consiglio.
La riforma prevede la revisione di gran parte dell'ordinamento della Repubblica, ma io voglio fermarmi qui.
A mio modesto parere i cambiamenti appena descritti, di quest’unico punto, sono già tali e gravi per giustificare il mio NO a questo scempio.