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mercoledì, 21 marzo 2007

CAOS “PAULLESE”:
CHIEDIAMO IL PROLUNGAMENTO DELLA LINEA
METROPOLITANA M3 DA S.DONATO A PAULLO
 
FIRMATE LA PETIZIONE sul sito http://www.petitiononline.com/M3PAULLO/
(Leggi dettagli nel post del 14 dicembre 2006 e successivi..)
  
AGGIORNAMENTO AL 21 MARZO 2007: 
RAGGIUNTE  2409 Adesioni

NEWS DAL COMITATO "CPM3":
Ieri si è tenuta la terza riunione del CPM3:
Si è parlato prettamente di questioni organizzative interne. E' stato redatto un secondo volantino il cui modello è pubblicato in questo sito e reso scaricabile.
Presto saranno organizzati,  con una precisa calendarizzazione, nei vari paesi della direttrice della Paullese, dei tavoli di raccolta delle adesioni alla petizione. Lo si farà tramite moduli cartacei, anche per agevolare chi non ha accesso alla rete internet, ma che volesse comunque aderire.
Nel corso della riunione ci ha raggiunto una gradita notizia: Il Consiglio comunale di Peschiera Borromeo ha incluso all'ordine del giorno, punto 8, della riunione straordinaria  che si terrà lunedì 26 marzo alle 19, il sostegno alla nostra petizione. E' probabile che non riusciranno ad arrivare a quel punto e rinvieranno al giorno seguente.... ma resta comunque una piccola vittoria per noi.
Ci teniamo a ringraziare il Presidente del Consiglio di quel Comune Francesco ORTUGNO e i gruppi consiliari che hanno redatto, sottoscritto e inserito la mozione.
 
Anche la  Provincia di Cremona, si sta muovendo e bene. Un documento molto importante deliberato dalla Giunta Provinciale, descrive la capacità del progetto di ripagare l’investimento iniziale, vale a dire coprire gli ammortamenti dal punto di vista economico o di coprire il servizio del debito dal punto di vista finanziario
L’intervento pubblico si giustifica perché presenta benefici sociali superiori ai costi sociali, garantendo che l’investimento pubblico determini un complessivo miglioramento del benessere sociale.
Il Documento termina deliberando:
 
1) Di sostenere il progetto di prolungamento della M3 fino a Paullo;
2) Di chiedere a tutte le Province e ai Comuni interessati di provvedere nella stessa
    approvazione;
3) Di inviare tutti gli atti amministrativi alla Regione Lombardia, al Comune di Milano e al
   Comitato, previsto dall’art.5 del protocollo d’intesa sottoscritto il 15 ottobre 1997, di cui alla
   deliberazione della giunta regionale n. 30473 del 1 agosto 1997, affinché lo stesso Comitato
   venga riconvocato e si faccia promotore di ogni iniziativa utile alla realizzazione del
   prolungamento della metrò da S. Donato a Paullo
La prossima riunione del CPM3 è prevista per il prossimo 4 aprile.

SE QUALCUNO FOSSE INTERESSATO A COLLABORARE ALL'INTERNO DI QUESTO COMITATO PUO' INVIARE UNA MAIL ALL'INDIRIZZO :
                                                   musicianxever@yahoo.it


IL VOLANTINO, STAMPATELO E DIFFONDETELO
<=== E' possibile SCARICARLO nella colonna qui a fianco

DIFFONDIAMO LA NOSTRA PETIZIONE! E' PIU' CHE MAI IMPORTANTE VISTO L'ATTEGGIAMENTO DELLE ISTITUZIONI LOMBARDE! SE OGNUNO DI NOI SI FA PROMOTORE DIVENTIAMO TANTI E DIAMO FORZA E CREDIBILITA' ALLA NOSTRA INIZIATIVA.
In questi casi il successo non puo' dipendere dal singolo, ma dalla fattiva mobilitazione di  tutti coloro che contribuiscono concretamente alla sua pubblicizzazione.
E' per me auspicabile, quindi, che ognuno dei sottoscrittori la faccia sua e, a sua volta, se ne faccia promotore. Benvengano tutti coloro che daranno il loro contributo.

RIASSUNTO - COSA E' STATO FATTO FINORA
  • Incontro con il Consigliere della Provincia di Cremona PIERLUIGI TAMAGNI (Venerdi'  16 febbraio u..s) :"Uno studio effettuato dai tecnici MM individua interventi tecnologici che consentirebbero un risparmio pari a circa 200 milioni di euro. I costi dell'opera passerebbero da 800 a 600 milioni."  
  • Pubblicato articolo su giornale on line  "CREMONAWEB - il portale di Cremona":
    http://www.cremonaweb.it/edicola/wmview.php?ArtID=3716.
  • Pubblicata la lettera inviata a  "IL CITTADINO", quotidiano del Lodigiano e dell'area Sud Milano, a pag.26 il 09/02/07  Il sito del giornale: http://www.ilcittadino.it/ .
  • Il Consigliere della Provincia di Cremona, Pierluigi TAMAGNI, ha avviato l'organizzazione del seminario di lavoro allargato a tutte le autorità dei Comuni sul territorio, per fare il punto sui vari progetti, tra cui il nostro M3Paullo,  proposto dal Presidente della Provincia di Milano, Filippo PENATI nell'incontro del 23 gennaio u.s.  Prevede di fissarlo entro la fine di febbraio.
  • Inviato materiale e info al direttore del TG3 Antonio Di Bella per eventuale servizio sullo stato della Paullese e della ns petizione da parte del TG3 regionale Lombardia.
  • Inviato materiale e info al giornale gratuito "METRO" distribuito in Milano.
  • Pubblicato articolo di rettifica  sul quotidiano on line :
    "CremaOnline"
       http://www.cremaonline.it/articolo.asp?ID=1185
  • La lettera info inviata al  "IL CITTADINO", quotidiano del Lodigiano e dell'area Sud Milano, è stata pubblicata anch'essa sulla prima pagina (!) del giornale pubblicato il 18/01/07  Il sito del giornale: http://www.ilcittadino.it/ .
  • Incontro con Penati 23 gennaio 2007 c/o San Donato Milanese, sul tema M3 Paullo.
  • Inviato materiale e info al giornale del Comune di Pantigliate.
  • Inviata lettera info al Sindaco di Pantigliate.
  • Inviata lettera info al quotidiano "IL GIORNO" che ha una sezione dedicata al territorio della provincia di Milano
  • Inviata lettera info al giornale "IL SABATO NEWS" settimanale dedicato ai comuni del milanese che Sabato 20 gennaio ha pubblicato la notizia! L'ho scoperto ieri, per caso, non avendo ricevuto risposte.. (http://ilsabatonews.it/login.php?artID=408575)
  • Inviato un appello alla sottoscrizione della petizione, richiestomi dal Consigliere della Provincia di Cremona Pierluigi Tamagni, che verrà pubblicata, insieme ad una sua nota di sostegno, su un giornale locale "VERDEBLU", che va in casa a tutte le famiglie residenti nei Comuni di Spino, Pandino, Rivolta, Palazzo, Dovera, Monte, Bagnolo, Vailate.
  • Inviata lettera info a  "IL CITTADINO", quotidiano del Lodigiano e dell'area Sud Milano, che immediatamente il giorno successivo (17/01/07 a pag.14)   ha pubblicato un articolo sulla nostra iniziativa! Il sito del giornale: http://www.ilcittadino.it/ (leggi articolo nel post del 17/01/2007).
  • Inviato materiale al giornale SE Milano, quindicinale distribuito gratuitamente in Peschiera, San Donato, Paullo, Pantigliate. Pubblicheranno un articolo nel numero in distribuzione dal 3 febbraio.
    sito
    http://www.se-milano.it
  • Diffuso volantini porta a porta in Zelo Buon Persico e altre località.
  • Inviate mail ai Sindaci e/o Consigli Comunali di Paullo, Zelo, Pantigliate, alla Provincia di Cremona, qualche adesione è arrivata.
  • Inviata info della petizione a Penati, Presidente della Provincia di Milano, appare sul suo  Forum:
     http://provincia.retecivica.milano.it/Provincia%20di%20Milano/Per%20il%20Presidente/
    cercare mail con oggetto : "prolungamento M3 a Paullo" del 20/12/2006.
  • Costanti contatti con il Consigliere della Provincia di Cremona Pierluigi Tamagni che ha immediatamente firmato e contribuito molto alla diffusione e mi ha inserito in un'ampia "Mailing list" costituita da un vasto numero di autorità territoriali.
  • Inseriti due commenti info sulle condizioni Paullese + Petizione sul Blog di Grillo e inviati ai suoi "Meetup" di Lodi, Crema, Cremona, Milano
  • Inseriti due commenti info sulle condizioni Paullese + Petizione sul Blogi Dipietro.
  • Inviata comunicazione sul sito di "MILANO METROPOLI - LOMBARDIA IN EUROPA":
    http://www.lombardiaineuropa.it/commenta.php?commentiID=1864&artID=379839 
  • Inviata lettera info al Sindaco di Zelo Buon Persico che ha risposto e anche firmato!
  • Inviata lettera info al Sindaco di Paullo, al protocollo e ai membri del Consiglio comunale.
 
                                            _______________

Postato da: fraval a 21:51 | link | commenti (1)
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mercoledì, 26 aprile 2006

CHERNOBIL UCCIDE ANCORA.. MA C'E' CHI IL NUCLEARE LO INTRODURREBBE ANCHE IN ITALIA
Le recenti dichiarazioni di uno dei fondatori di Greenpeace, Patrick Moore,  favorevoli al nucleare, stanno ridando fuoco alle miccie dei nuclearisti convinti.  La prima domanda che si dovrebbe rivolgere a questi ultimi è la seguente:

 "Dove stocchiamo le ingenti scorie di scarto che restano radioattive per millenni?".

Vi sentirete rispondere, fra lo stridore delle unghie sui vetri, le cose più creative e allucinanti:

"Basta creare altri due magazzini di buona capacità ed il gioco è fatto." e/o che   "Naturalmente è una processo che avrà bisogno di anni, ma quantomeno se ne inizia a parlare. "   "Le nuove tecnologie sono passate da un rapporto energia prodotta/scorie di 5/95 ad un 70/30 e sono in fase di elaborazione reattori che porteranno tale rapporto a 99/1" .  Oppure verrete sommersi dai numeri. Dai costi  economici: "Il costo di un MegaWatt nucleare è  pari a 25€ , 1 di gas 55€,  1 di Eolica 60€ ecc ecc non citandone neppure le fonti.."

Non è vero che il costo aziendale dell'elettricità ottenuta con il nucleare sia inferiore a quello dell'elettricità ottenuta da altre fonti. Bisogna infatti includere anche i costi di smantellamento delle centrali nucleari alla fine della loro vita utile e i costi di stoccaggio, nel lungo periodo, del combustibile nucleare e delle scorie radioattive. Il nucleare è la fonte energetica più costosa.
Il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti (DOE) dichiara che 1 kWh di energia elettrica costa 6,13 cent/$, da gas 4,96 cent/$, da carbone 5,34 cent/$, da fonte eolica 5,05 cent/$. Risultati analoghi sono stati presentati da studi della Chicago University e del Massachusetts Institute of Technology. Queste valutazioni economiche sono sottostimate perché non comprensive dei costi del decommissionamento degli impianti e del trattamento delle scorie di lungo periodo. L’industria nucleare degli Stati Uniti è un esempio che rende consapevoli di cosa può accadere quando le quote di efficenza energetica vengono ignorate in blocco. Sembra che gli Stati Uniti saranno fortunati se l’industria nucleare riuscirà a produrre tanta energia quanta ne ha consumata.  “Soprattutto, l’uranio è relativamente scarso nella crosta terrestre, con una media di circa 4 parti per milione. Quindi, una significativa espansione dell’energia nucleare — anche l’espansione ampiamente intessuta prima degli incidenti di Three Mile Island e (molto più inquietante) di Chernobyl — sopravanzerebbe le disponibilità prontamente accessibili." (rapporto del WORLD ENERGY COUNCIL "ENERGY FOR TOMORROW'S WORLD") .

I "nuclearisti " sosterranno le loro tesi dicendovi che la presenza di Centrali nucleari straniere poste nelle immediate vicinanze del confine italiano giustificherebbe da sola la presenza, a quel punto, di Centrali italiane nel nostro territorio.

Non passerà loro nemmeno per l'anticamera del cervello che il fatto che esistano già nei pressi del ns territorio centrali nucleari di altri Paesi confinanti, non legittima la necessità di dover moltiplicare per N il gia' presente e sufficente livello di rischio di un incidente nucleare che abbiamo. Senza contare che comunque abbiamo già Caorso sul ns territorio. Benchè non funzionante, porta con se' un elevatissimo margine di rischio in quanto, in caso di incidente (ancora possibile) l'intera pianura padana ne sarebbe coinvolta. Ma perchè dobbiamo farci del male elevando a potenza quello che gia' esiste? Non e' davvero possibile pensare ad altro per farcene un po' meno?

Ma questi nostalgici non li smuoverete nemmeno chiedendo loro:

"La vorresti una Centrale Nucleare o un magazzino di stoccaggio di scorie nucleari "ultra-computerizzati e automatizzati" come vicini di casa? "

"Esiste già oggi un problema irrisolto di stoccaggio di scorie nucleari custodite in questo Paese, tristemente noto per le sue (in)capacità organizzative e di pianificazione: vi sono 53 mila metri cubi di rifiuti nucleari, quanto un palazzo di sessanta piani. La verità è che più che chiuse le centrali, in Italia, sono in stato di «custodia protetta passiva», dunque continuano a produrre ogni anno una certa quantità di rifiuti radioattivi. E' noto il Centro Enea di Rotondella, conosciuto anche come «Trisaia», in provincia di Matera dove a quasi trent’anni dall'avvio del programma, si trovano ancora 2,3 metri cubi di rifiuti liquidi mai solidificati nonostante le ripetute richieste degli organi competenti. I rifiuti, oltretutto, sono contenuti in strutture metalliche di acciaio e carbonio che ormai non sono più in grado di garantire la tenuta. Il centro di Trisaia ospita anche 64 elementi di combustibile irraggiato, attualmente sospesi in una piscina di stoccaggio, circa 3 metri cubi di prodotto fissile e fertile (uranio e torio), 14 container di rifiuti biomedicali; dagli anni Sessanta è la sede dell’unico cimitero di rifiuti nucleari esistente in Italia, quattro fosse in cui sono stati accumulati rifiuti solidi radioattivi ad alta attività (pari a circa 100 curie) contenenti cobalto 60, Cesio ed altri radionuclidi. I rifiuti sono stati cementificati e le fosse ricoperte con uno strato di bitume.
Durante l’attività le centrali nucleari hanno prodotto 1916 tonnellate di combustibile esausto, 328 delle quali sono ancora stoccate in Italia presso gli impianti di Caorso e Trino e la vasca del reattore di ricerca Avogadro a Saluggia. Quello di Saluggia è un deposito particolarmente a rischio, si trova sulle sponde della Dora Baltea, a due chilometri dalla confluenza con il Po, sopra le più importanti falde acquifere del Piemonte: nessuno può immaginare che cosa può accadere in caso di alluvione. Ci sono poi la centrale del Garigliano in provincia di Caserta dove è in funzione un impianto per il recupero e la solidificazione di liquidi e fanghi prodotti in passato e stoccati, e quello di Casaccia nel Lazio dove opera un impianto per l'estrazione di particelle alfa dei rifiuti del plutonio in modo da diminuirne la radioattività. Coperte da segreto militare sono tutte le informazioni sulla centrale nucleare della base di Pisa, ma è presumibile che rifiuti siano conservati anche lì.
Ai depositi delle centrali vanno aggiunti i depositi pubblici e privati delle scorie create dagli ospedali, non sempre del tutto in linea con le norme di sicurezza stabilite dalla legge. Secondo i dati raccolti dal Servizio di prevenzione sanitaria della Regione Lombardia, ad esempio, in un solo anno (tra il giugno 1997 e il giugno 1998) le aziende sanitarie lombarde hanno rilevato più di 100 carichi di rottami metallici radiocontaminati, quasi tutti in provincia di Brescia, evidentemente sfuggiti ai controlli doganali. Nel 55% dei casi l'oggetto radioattivo era costituito da materiale metallico radiocontaminato, nel 17% dei casi da vere sorgenti radioattive e nel 18% dei casi da quadranti di strumenti. In alcune sporadiche occasioni sono stati ritrovati parafulmini radioattivi e rilevatori di fumo. E poi vanno contati resine, fanghi, rifiuti attivi secchi, rifiuti solidi o liquidi in attesa di trattamento.
C’è poi un ulteriore quantità di materiale radioattivo su cui si hanno poche informazioni, quello proveniente dai traffici illeciti. (articolo della Stampa 2003) "

Vi diranno che "le nuove tecnologie consentono una gestione totalmente computerizzata e automatizzata a prova di errore" .  I sistemi computerizzati ed automatizzati non sono affatto a prova d'errore. Vi sono una serie di clamorosi incidenti avvenuti ad aerei completamente automatizzati e computerizzati, solo per fare un esempio. Possono esservi tutti gli impianti automatizzati e computerizzati più sofisticati di questa terra, ma in un Paese come questo, bisogna essere persone di buon senso e realisti. Perchè, oltre al fatto che anche questi sistemi/tecnologie non sono comunque al 100% a prova di errore, bisogna tenere conto e guardare alle nostre (in)capacita' a riguardo degli altri aspetti irrisolti e ineludibili del problema nucleare, quale quello delle scorie.
Un'altra domanda che è utile rivolgere a questi signori è la seguente:

"Se le centrali nucleari sono così sicure per quale motivo non esistono Compagnie Assicurative disposte a stipulare una RC (Responsabilità Civile) per assicurarle?

Dai dati presentati al 19° Congresso Mondiale dell'Energia, nel 2030 la produzione di energia nucleare passerà dal 16% al'8.5%. Aumenterà la produzione di energia ottenuta con il gas e le fonti rinnovabili, mentre diminuirà quella ottenuta da petrolio, carbone ed idroelettrica.

In Italia, ciònonostante, aumentano le pressioni del mondo politico ed economico per un ritorno all'energia nucleare.

Il NZZ am Sonntag di Zurigo, il direttore dell’ufficio federale per l’energia della Svizzera, consiglia al governo di chiudere gradualmente le sue 4 centrali atomiche, che danno il 40% dell’elettricità, e di sostituirle con centrali a gas.

Il governo italiano, sempre in leggera controtendenza, sembra invece deciso a puntare sul nucleare e sul carbone, promettendo così “un nuovo miracolo economico” in Italia.

L'evoluzione della specie umana deve passare attraverso uno Sviluppo sostenibile, possibile. Che non deve scendere ad un livello cosi' basso e pericoloso di compromesso mettendo disinvoltamente a repentaglio la salute dell'uomo e dell'intero pianeta.  Le energie alternative ci sono. Battiamoci perche' sia diffusa un'adeguata informazione su di esse. 

In ogni caso, non attendetevi risposte o commenti puntuali e concreti a tali domande dai "nostalgici di Chernobyl".

Postato da: fraval a 16:50 | link | commenti (2)
politica, energia, nucleare, chernobil